SKIN RETOUCH – Le fasi del ritocco

Questa è la seconda parte dell’articolo sullo SKIN RETOUCH, per leggere la prima cliccate qui.

Come si fa a ritoccare la pelle in maniera perfetta? Come fai ad ottenere quella texture sulla pelle? Come fai a renderla così naturale?
Queste sono alcune delle domande che mi vengono poste più spesso riguardo al fotoritocco delle mie fotografie.

Oggi vi voglio spiegare i passaggi fondamentali che compio sulle mie immagini fino al raggiungimento del risultato finale!

Una cosa molto importante per imparare a ritoccare la pelle nelle fotografie è avere un metodo da seguire sempre.
Ora vi mostro il mio:

  1. CONVERSIONE DEL FILE RAW

Come prima cosa, apro la mia fotografia in Lightroom e la sviluppo.
E’ una fase delicata, e bisogna prestare molta attenzione a quello che si va a fare.

Quando si va ad elaborare un file raw con Lightroom bisogna stare attenti a non modificarlo eccessivamente. Per esempio dobbiamo prestare attenzione a non aumentare eccessivamente la chiarezza perchè in un’immagine beauty potrebbe rendere la pelle troppo pesante e aumentare la difficoltà nella postproduzione.

Dobbiamo stare attenti anche al contrasto e alla luminosità, assicuriamoci di non bruciare le alte luci o di non aumentare troppo le ombre e i neri, non è così che si coprono i difetti!

Il consiglio che posso dare è quello di sviluppare il raw nella maniera più delicata possibile, migliorando la fotografia con piccoli accorgimenti e senza stravolgerla.

2. LA SEPARAZIONE DI FREQUENZE: pennello correttivo e timbro clone

Una volta che ho sviluppato correttamente il mio file raw vado ad aprirlo con photoshop e ad iniziare la fase di ritocco della pelle attraverso vari step.

Il primo passaggio riguarda la separazione di frequenze ed è una tecnica che permette di lavorare sulla pelle lasciando intatta la texture. Divide l’immagine in due frequenze, le alte e le basse. Nella prima troveremo tutti i dettagli della fotografia e nella seconda i colori.

Attenzione a non abusare di questo metodo per evitare di rendere troppo plastica la pelle!

Possiamo usare la separazione di frequenze proprio per andare a lavorare su tutte quelle imperfezioni più difficili da rimuovere senza intaccare la texture, quali brufoletti, cicatrici, punti neri etc.
Per fare questo, gli strumenti ideali da usare in questa fase sono il timbro clone e il pennello correttivo. Non c’è una regola fondamentale su quando usare uno o l’altro. Ve ne accorgerete di volta in volta in base alla parte da modificare e al tipo di pelle!

3. DODGE & BURN

Dopo aver corretto con la separazione di frequenze tutte le imperfezioni correggibili vi accorgerete che la pelle non sarà ancora perfetta.

Ed ecco che si passa alla fase più temuta da ogni giovane fotografo ritoccatore: il dodge & burn.

In parole semplici è una tecnica che permette di scurire e schiare i punti della pelle e dell’immagine che hanno dei contrasti non corretti. E’ una tecnica che sembra difficile ma in realtà non lo è più di tanto! Bisogna solamente avere pazienza (tanta pazienza!) perchè per farla bene ci si può impiegare anche alcune ore (soprattutto all’inizio e soprattutto sulle pelli più difficili!).

Per aiutarvi all’inizio potete usare anche un livello di contrasto in bianco e nero che vi aiuterà a notare più facilmente le parti sulle quali andare a lavorare!

Il dodge&burn è un ottimo metodo anche per andare a definire i contrasti dell’immagine, sia per quel che riguarda il make up che le luci e ombre generali sul soggetto.

Un’ altra difficoltà che si può riscontrare facendo il dodge&burn è quella di riuscire a non alterare la fisiognomica di ogni soggetto.
Ovviamente ogni volto è diverso dall’altro e presenta caratteristiche differenti. Proprio per questo bisogna allenare i propri occhi a riconoscere pregi e difetti per andare a sottolineare o modificare con le luci e le ombre del nostro dodge&burn i tratti che esaltano la bellezza di ogni soggetto. E in questa fase bisogna stare attenti a non modificare le caratteristiche per non rendere irreale il modello.

Proprio per questo consiglio sempre di studiare le basi della pittura, perchè fare il dodge&burn fatto bene è molto simile al dipingere un ritratto.

5. COLOR CORRECTION

Ora che abbiamo la nostra pelle (quasi!) perfetta non ci resta altro che lavorare sulla color dell’immagine.

Può capitare a volte di trovare delle forti discromie su certe parti del viso, (forti occhiaie o rossori), per correggerle non ci basterà fare altro che lavorare sui livelli di colorazione dell’immagine.

Dobbiamo usare questa fase nel migliore dei modi perchè il colore della pelle è la parte centrale della nostra immagine e una colorazione sbagliata potrà rovinarla definitivamente.
Cerchiamo di leggere bene il nostro scatto. Assicuriamoci di centrare la tonalità della pelle con il mood del nostro lavoro. Per esempio: se desaturizziamo troppo una pelle in un contesto estivo e caldo sicuramente non avremo un bell’effetto e i nostri occhi (e soprattutto gli occhi di chi la guarderà!) lo noteranno subito!

In un discorso più ampio, una volta sistemati i colori della pelle, la color correction dell’immagine potrà dipendere da tante cose: la luce, il mood generale, l’espressione del soggetto, il messaggio che intendiamo mandare etc. etc.
Non c’è quindi una tecnica unica per lavorare sulla colorazione dell’immagine, e anche in questo caso, avere ben in mente i fondamenti della teoria dei colori e i concetti di base dell’arte ci potranno sicuramente aiutare nella scelta dei toni più giusti.

In questa fase, se non l’abbiamo fatto prima durante il dodge&burn, oppure se ancora quello che abbiamo fatto non ci soddisfa, possiamo lavorare anche sui punti luce, sui mezzi toni e sulle ombre sempre per conferire maggior contrasto alla fotografia. Saremo noi a decidere come e quanto renderla forte rispetto a quello che avevamo in mente al momento dello scatto.

Concludendo, questi sono per me i passaggi fondamentali del ritocco della pelle che faccio per ogni singola immagine.

Come avete potuto vedere non c’è un unico metodo che vale per ogni immagine, una volta imparate tutte le tecniche bisognerà usarle diversamente a seconda di quello che ci troviamo davanti.

E’ importante però seguire una linea univoca per la lettura e di conseguenza per la modifica della fotografia! Come è anche importante avere ben impresso negli occhi il concetto di bellezza e applicarlo alle nostre immagini, non per stravolgerle ma per tirare fuori ogni lato bello senza modificarne le caratteristiche principali!